sabato 12 aprile 2014

Capossela da "Non si muore tutte le mattine"



Vinicio Capossela. 
Estratti "a casaccio" del suo splendido libro "Non ti muore tutte le mattine". 

"... e quando vai non illuderti di coltivare assenze. Te ne vai e questo è tutto. Basta essere buoni! 
I buoni riempiono il sacco fino a che piegano il gobbone, e poi non possono più guardare avanti, ma a terra soltanto. Ti passano le voglie da quella posizione! 

Bisogna avere intralci. Roba da perdere. Prigioni, muraglie. Chi si riprende più? ... chi ci ha ancora da perdersi e rovinarsi, è ancora capace di dire "no, così non sono felice", ha ancora di che ambire. Dunque cerca il modo di arrivare alla sua felicità. Ma chi lecca il catrame coi dischi dei freni consumati, con le piaghe in bocca, non ha di queste sfide... è una bella fortuna avere ancora tutto da perdere. La vacanza è gratuita, perciò non vale niente, ma la prigione ha il suo prezzo. C'è bisogno di sentire un poco di persecuzione, un poco di martirio per riprendere quota. Sentirlo da fuori, fare schieramenti nel mondo. Allora si, che non si è più soli. Iniziano i galeotti ad avere in cuor loro un'aria complice". 

"Com'è comoda la malattia, come ci si affeziona! Il mondo intero non basta più. Non esiste più. Solo il fastidio."

"Se è solo nell'acqua limpida che ti puoi specchiare, allora guariscimi, Dio della quantità, dall'affanno e da me! ... è molto mille volte almeno il mio cuore... è morto cento volte al giorno. E' la vita... ma è certo, non si muore tutte le mattine, si muore una volta sola". 

"... materiale ce n'è. Materiale a peso, a litro, a quantità! Da farsi prendere dalla paralisi. Subito! Vorrei che queste pagine si potessero prendere a etto, sfuse, a capitoli, a ognuno la parte che gli serve, come dal macellaio. Ordinatela a capitoli! A capitolazioni! Io non ne so più, non ne posso più..." 

Vinicio Capossela "Non si muore tutte le mattine" Universale economica la Feltrinelli. Pubblicato nel 2004.

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