martedì 9 dicembre 2014

Cattiva?


“E se lo stupro, il veleno, il pugnale e l'incendio,
non hanno ancora ricamato con ricami piacevoli
la tela banale dei nostri pietosi destini,
è che la nostra anima, purtroppo! Non è abbastanza ardita.”  
I Fiori del male - Au Lecteur -7-
Andrey Remnev

Leggendo qualche commento giustizialista sulle madri che uccidono i figli, mi è venuto da pensare a Carlo Baudelaire, secondo il quale, non è che non commettiamo cose orribili perché non le concepiamo, ma per pigrizia, per il fastidio di sporcarci le mani, per una sostanziale "viltà".
Forse la giurisprudenza è nata per questo. Mettere in mano a pochi, il diritto di fare cose che noi sotto sotto, vorremmo fare ogni giorno. 
La storia insegna (anche se non vogliamo imparare) che la morte richiama altra morte, quindi:
Se quella madre la mettessimo in galera e buttassimo via le chiavi, se la torturassimo e se l’appendessimo a porco per poi sgozzarla, se la tagliassimo a pezzi e la esponessimo ai quattro continenti, se la mettessimo a disposizione di feroci stupratori (sto riportando alcuni caritatevoli giudizi del popolo sovrano, quello che, nella ressa poi sceglie sempre Barabba, notò qualcuno. ) il bambino non tornerebbe comunque in vita e, di fatto, i morti diventerebbero due, solo che noi saremmo complici di almeno uno di questi due omicidi, perché è complice chi può intervenire in favore di qualcuno, e non lo fa, e non è tanto questione di legge, ma di morale, o se si vuole, di umanità.  
Inoltre, l’aria si fa sempre più pericolosa quando la violenza appare “giustificata” dalla gravità del caso. Qualcuno ha scomodato pure Hitler fra i vari commenti…ma subito dopo ha proposto metodi di punizione che erano proprio i suoi! Di Hitler, o di Mussolini o di ogni dittatore o assassino che per avere quel che vuole, toglie la vita al prossimo.
In America la pena di morte esiste praticamente da sempre, eppure la gente commette ancora omicidi,stupri e chissà quanto altro. Il rimedio della nazione è stato armare tutti fino ai denti. Effetti collaterali: Ogni tanto qualcuno esce pazzo e spara in classe, a scuola, per strada, su se stesso. Vorrà dire qualcosa?
Per me andrebbe tenuto a mente quel principio religioso e umano, dunque valido proprio per tutti e che spesso viene messo via proprio quanto serve, ovvero: l'umana pietà verso qualcuno che per follia, ferocia, o perdita di controllo, o disperazione, o persino per pura cattiveria, ha potuto compiere un gesto così orribile verso il sangue del suo sangue, verso un bambino che ha partorito, dimostrando l'estrema fragilità del suo essere che,in quanto “umano”, parla anche di noi e dei nostri possibili limiti.
Quale punizione può essere più grande di svegliarsi ogni mattina e guardarsi allo specchio? Che incubi avrà ogni notte? E chi siamo noi, in ultima analisi, per prendere il posto di Dio o del boia?  E’ stata paragonata alla Franzoni, ma l’altra si è posta sempre in modo molto diverso, e oggi, gli stessi che allora la volevano alla forca, comprano i capi per l’infanzia che lei ha creato in galera, per passare il tempo e arrotondare. Siamo fatti così! La Franzoni aveva una parvenza molto più lucida. Questa ragazza, giovanissima, ha tentato due volte il suicidio, ha la disperazione disegnata in ogni angolo di faccia,  non sembra molto istruita, è fuori di sé e si capisce anche senza essere esperti di quel che sia.
Dire questo non significa non provare dolore per quel bambino, e non avere la pelle d’oca di fronte ai raccapriccianti dettagli del macabro omicidio, ed è da idioti non capirlo.
In una storia del genere, perdono tutti.
La madre perde il figlio e la pace. Per sempre. Oltre alla libertà, sempre che non si suicidi, e potrebbe. (per la gioia di molti)
Il padre perde moglie e figlio, e la pace. Per sempre.
Il figlio è quello che perde di più ovviamente, e tutti noi non dovremmo perdere l’occasione per un’umile riflessione invece di metterci a lucidare le armi alla prima occasione. Non serve a risolvere le cose. Stiamo sul mondo da troppo tempo e ne abbiamo sentite troppe per non rendercene conto. E poi tornano quei discorsi stantii attorno alle donne, al loro ruolo sociale, alla loro reale o presunta emancipazione. Cose molto complicate, infatti mi guardo bene dal dire la mia.Dico solo che mi dispiace, enormemente e sinceramente, per tutte le vittime di simili situazioni. Quelle di ieri, di oggi, e anche di domani, perché ce ne saranno ancora. 

4 commenti:

  1. condivido ogni singolo passaggio di quanto hai scritto!
    o.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una triste storia, e non la sola stando alla cronaca.

      Elimina
  2. La vendetta non combatte l'ingiustizia, ma alimenta la fiamma dell'odio, come un vento che soffia su un incendio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visti i fatti delle ultime settimane, è quasi impossibile non darti ragione Marco.

      Elimina