martedì 3 marzo 2015

crisi della ventunesima ora e trenta...

Bahman Mohassess
http://bahmanmohassess.com/

Descrizione: 
Si chiama crisi della ventunesima ora e trenta quando, calato il sole, a pasto avvenuto, e alla fine di una giornata in cui le ore non hanno smesso un attimo di dilatarsi, tanto da diventare un flusso cosmico atemporale senza fine (e il clima non sempre aiuta), necessità antitetiche ed insistenti si concentrano nel minimo spazio vitale che di solito, in stato di grazia, chiamiamo "minuti". 

Sintomi: 

Fame, sete, sonno -insieme- scazzo, desideri compulsivi vari ed eventuali con conseguente temporanea euforia, destinata a ricadere nello stato di cui prima, a mo' di altalena emotiva (che vola come un aereo di linea, ma i gentili passeggeri a bordo, non indossano cinture, e viaggiano a vista), e impenna come una Yamaha guidata da Valentino in fase mitica, e quindi... sbadiglio alla mano, voglia di uscire ma anche e soprattutto, voglia di stare a casa, a quattro di bastoni sul lett-Ivano [che non è un divano letto, ma un letto  e (altrove) un divano]. No! Per terra sul parquet, anzi sul marmo o sul tappeto, arrotolata sul cuscino a guardare la tele... col cremino, facciamo due. E poi ...Battisti conficcato nei capelli che continua a creare interferenze nella mia mente (serve l'esorcista) e una dannata voglia di non so che, ma so che la voglio... facciamo nutella ed ecco che ricomincia...


...come stai? E penso a te. 

Dove andiamo? E penso a te
Non son stato divertente, e penso a te. 
Non so con chi adesso sei, 
non so che cosa fai, 

... no, non so a cosa stai pensando. Non so neanche se pensi, o se penso, figuriamoci al plurale. 

Possibili rimedi: 
Espianto del cervello. Troppo definitivo? 
Cambio del disco fisso: Resetta e ricomincia il copia in colla da disco a disco, ma vedi quale scegli. 
L'ipnosi, per dormire senza note. 
Esito: 
Come viene viene. 

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